Fattoria didattica

Natura, Relax e Sapori sulle dolci colline dei Nebrodi

Fattoria Didattica

La nostra Fattoria Didattica, accreditata dalla Regione Siciliana  Assessorato Agricoltura e Foreste  si trova a mt. 630 s.l.m. sulle colline Nebroidee ai confini del Parco dei Nebrodi, ha un’estensione in più corpi aziendali di circa 160 ettari, domina sulla valle del Timeto con un ampia e chiara visuale dell’intero Arcipelago Eoliano e si affaccia sul paese di San Piero Patti, dal quale dista circa km. 3.

L’Azienda è totalmente in regime biologico, pertanto sia le coltivazioni, sia gli animali allevati che gli impianti di trasformazione sono rigorosamente biologici, certificati dall’Organo di Controllo Suolo e Salute accreditato presso il Ministero delle Politiche agricole, queste coltivazioni sono varie e costituite da:

25 ettari di uliveto, 2.5 ettari di vigneto, 2 ettari di aranceto, 20 ettari di noccioleto, 1 ettaro di ortaggi vari, 15 ettari di castagneto da frutto, 49 ettari di seminativi a foraggere, 39 ettari di bosco e pascolo, 4 ettari di noceto, 1.5 ettari di frutteto (ciliegi, meli, etc) e 1 ettaro di piccoli frutti.

Allevamento biologico

L’azienda alleva, sempre con metodo biologico:
Ovini della razza pinzirita migna, pecore con abbozzi auricolari che sembra non abbiano orecchie, tali pecore sono uniche perchè tratte da selezioni genetiche effettuate dall’amministratore dell’Azienda quale dottore agronomo;

  • Struzzi;
  • Daini sia della razza rossa che bruna – allevati allo stato brado in parte dell’Azienda nel numero di circa 160, ed altri 5 in un recinto più piccolo per essere più facilmente visibili;
  • Cavalli;
  • Un Pony;
  • Asini di razza Siciliana “Ferrante”;
  • Pecore nane Olandesi.

Infine proprio per essere Fattoria didattica alleva anche tre razze autoctone Siciliane in via d’estinzione che sono:

Maiali della razza “Suino nero dei Nebrodi”;
Capre di razza “Girgentane”;
Asini di razza “Ragusana”.

Sono inoltre presenti in Azienda i seguenti animali di bassa corte:

Pavoni allo stato libero;
Galline delle razze italiane più rappresentative, gentilmente affidate dalla Sez. Avicola di Messina dell’Istituto Zootecnico Siciliano;
Galline di razza autoctona;
Tacchini;
Galline faraone;
Conigli di varie razze;
Colombi di razze varie.
Nel laghetto Aziendale recintato e della portata di mc. 55.000 sono presenti come pesci le carpe ed i seguenti acquatici:

Astici di fiume; Cigni bianchi;  Cigni nero;  Anatre ” casarca”;  Oche “faccia bianca”;  Anatra africana;  Oche bianche;  Oche canadesi;  Anatre ” germano reale”;  Anatre comuni.

In Azienda vi sono pure alcune bellezze naturali tra i più importanti due alberi di grande interesse naturalistico per i quali è in corso l'iscrizione nell'albo delle Piante monumentali della Regione Siciliana e sono:

Quercus pubescens” Roverella:

“La quercia ha un tronco con una circonferenza alla base di ml. 8,50, Circonferenza rilevata ad un’altezza di ml. 1,30 da terra di ml. 5,50, Altezza stimata ml. 19,00, Ampiezza chioma Mt. 20,00, Età stimata compresa tra anni 400/500,Alla base del tronco per motivi fitopatologici si è ricavato un’apertura che consente oggi il comodo ingresso di cinque persone adulte in posizione eretta.

Cedrus Libaniensis:
Il cedro del Libano ha una circonferenza di ml. 8,00 alla base, Una circonferenza, rilevata a ml. 1,30 da terra sul fusto più grosso, di ml 3,00, un’altezza di 15,00 ml circa, ampiezza chioma di Mt. 15,00, età anni 200 circa, oltre che per le dimensioni dei rami, oggi divenuti tronchi, la curiosità naturalistica si amplia per la presenza di parti di rami anastomizzati tra loro, classico esempio naturale d’innesto per approssimazione.

Il compito della fattoria didattica è primariamente quella di far conoscere l’attività ed il ciclo delle colture e degli allevamenti, la preparazione degli alimenti ed i processi di produzione dell’agroalimentare, l’importanza del suolo e dell’acqua, la vita vegetale ed animale, le abilità manuali e le competenze dell’operatore del mondo rurale ed il ruolo sociale e di protezione ambientale degli agricoltori. Ciò anche al fine di formare nei piccoli visitatori una nuova coscienza ambientale che li guidi ad un consumo consapevole ed ad un comportamento attivo nella salvaguardia dell’ambiente.

La nostra azienda nel circuito agro-alimentare si prefigge l’obbiettivo di avvicinare i ragazzi e i consumatori generici alla campagna e guidarli alla riscoperta del legame tra la “terra” e la tavola; e si prefigge anche il recupero del rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
Il progetto della Fattoria didattica si svolge tutto l’anno con percorsi didattici differenti a seconda del periodo biologico della materia trattata.

Descrizione dei percorsi le materie trattate sono suddivise a seconda degli alunni delle scuole dell'infanzia, delle elementari, delle classi medie e superiori, che possono fare pedagogia attiva attraverso le seguenti proposte educative:

DALLA VITE…AL VINO
(solo nel periodo delle vendemmie – Ottobre);
Come sono fatti la vite, gli acini e i grappoli?;
Le fasi della raccolta;
Le fasi della vinificazione;

DALL’OLIVO ALLA BRUSCHETTA
(solo nel periodo della raccolta delle ulive – fine Ottobre – Novembre – Dicembre)

Lo scopo del percorso è quello di far conoscere ai bambini il prodotto che, dopo l’uva, caratterizza maggiormente i nostri territori, ovvero l’olio d’oliva ed avvicinare i ragazzi alla scoperta dell’importanza del cosiddetto “oro verde”, come nasce e come “si fa”.
     
Breve storia dell’olivo: notizie e curiosità;
Riconosciamo la pianta d’olivo e qualche varietà;
Troviamo “nonno olivo”, l’albero più vecchio della fattoria;
Le fasi della maturazione delle olive;
La raccolta;
La molitura, la spremitura e la decantazione dell’olio presso il frantoio della fattoria;
L’assaggio della bruschetta;

CINQUE SENSI IN FATTORIA

L’obiettivo di questo percorso è quello di far risvegliare tutti i 5 sensi del bambino/ragazzo attraverso l’esperienza diretta della natura. Esso si svolge pressoché nel seguente modo:

TATTO: tocchiamo la terra, l’erba, le foglie, il legno per saggiarne la temperatura e le diverse consistenze. Facciamo poi la stessa cosa bendati e cerchiamo di indovinare cosa si sta toccando;
UDITO: ascoltiamo, in silenzio per 1 o 2 minuti, dei rumori della natura, riportiamoli su un foglio e confrontiamoli con quelli degli altri per vedere chi ne ha sentiti di più;
VISTA: ricerchiamo gli animaletti sul terreno, osserviamone il loro comportamento. Contiamo quante sfumature dei colori sono presenti nella fattoria (il verde, il marrone, il celeste,…);
OLFATTO: annusiamo i profumi “più o meno gradevoli” della fattoria,  l’erba appena tagliata, la terra bagnata, l’odore degli animali, il profumo dei fiori  ecc….;
GUSTO: impariamo dove si situano, sulla lingua, le papille ricettrici dei quattro sapori principali (il salato, il dolce, l’agro e l’amaro) e poi assaggiamo i sapori della fattoria: la frutta fresca e secca, le marmellate, l’olio (sul pane), i frutti di bosco, gli ortaggi appena raccolti…

DAL CHICCO DI PANE AL GRANO

Oggi il rapporto dei bambini con la natura è sempre più indiretto e mediato dai mezzi di comunicazione. Il bambino contemporaneo rispetto a quello delle generazioni precedenti ha perso la possibilità di esplorare l’ambiente attraverso esperienze libere ed autonome nei campi, nei prati, sugli alberi. Di conseguenza ha spesso un’idea sempre più vaga del percorso che fa il cibo prima di arrivare sulla sua tavola. Pane, biscotti, pasta, pizza sono prodotti che il bambino conosce e consuma quotidianamente, ma non conosce altrettanto bene il cereale più importante per la vita dell’uomo: il grano, da cui si ricava la farina.
Egli va pertanto motivato a conoscere e coinvolto in esperienze concrete che gli permettano di “apprendere operando”.. 
Questa esperienza offre uno stimolo per ulteriori approfondimenti sugli aspetti nutrizionali degli alimenti che si ottengono con l’utilizzo della farina.
 
Porre agli alunni una serie di domande-chiave per far scattare in essi curiosità, motivazione, ricerca…
Come è fatta una spiga di grano? Quanti sono i chicchi in essa racchiusi?
Dov’è la farina dentro il chicco? Come si fa ad ottenerla?
Che vuol dire mietere? Che vuol dire trebbiare?
Come si macinano i chicchi di grano?
Al fine di
Favorire negli alunni una serie di comportamenti corretti e un giusto rapporto con il cibo tali da promuovere una sana alimentazione;
Conoscere la funzione del grano nell’alimentazione umana;

I PICCOLI FRUTTI (da maggio a luglio)

Questo percorso mostra la coltivazione delle fragole, dei mirtilli, delle more, dei lamponi, delle uve spine e dei ribes sia bianchi che rossi.
A cosa servono e perché si coltivano questi frutti di sottobosco?
Quali proprietà curative ed officinali hanno?
Che differenza passa tra quelli spontanei e quelli coltivati?

LA FUNGAIA (da ottobre a marzo)

In azienda è stata costruita una fungaia per la coltivazione dei funghi PLEUROTUS sia l’ostreatus che l’eryingi, pertanto sarà possibile vedere il fungo nelle sue varie ed interessanti fasi.
        
Il fungo è quello che vediamo?
È vero il detto ” spuntare come i funghi?
E’ un vegetale pianta o è un parassita ?
Come si nutre?

IPOTESI DI PERCORSO:
Dal chicco di grano al pane

Conoscere le varie fasi della lavorazione del grano per ottenere la farina.
Osservare la struttura della spiga di grano.
Scoprire come si ottiene la farina,cosa vuol dire mietere,cosa vuol dire trebbiare,come avviene la macinatura
Conoscere le tecniche di lavorazione usate nel passato e la loro evoluzione.
Ottenere informazioni per eseguire una ricetta gastronomica (preparazione del pane).
Acquisire abilità manipolatoria in atto nella preparazione dell’impasto con la farina e gli altri ingredienti.
In fattoria:
 
Dalla farina al pane….ascolto di istruzioni per preparare il pane.
Preparazione dell’impasto con la farina e gli altri ingredienti necessari.
Cottura del pane e degustazione.

IPOTESI DI PERCORSO:
Dalla frutta alla marmellata

Riconoscere il tipo di frutto.
Laboratorio di illustrazione, raccolta della frutta,trasformazione e preparazione delle confetture.

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